“E luce fu…” Siamo come luce che brilla nel buio della nostra esistenza… Siamo luce riflessa negli occhi di un altro… Siamo luce quando ricerchiamo nelle pagine della nostra memoria quei ricordi che ci fanno rivivere vite trascorse… Luci ed ombre, è questo il tema che, oserei dire, ha travolto l’animo di Angelo Pantaleo; la luce che genera ombra e l’ombra che genera luce, due cose diametralmente opposte ma che non esisterebbero l’una senza l’altra. Tutto trasportato e ricercato e ancora ritrovato dentro di lui, dentro di noi. Osservando i suoi tanti lavori, ho rivisto pagine della mia esistenza e penso che chiunque ci possa ritrovare uno stralcio della sua storia. “E luce fu…” Così la luce diviene protagonista di una danza leggiadra tra fruscii di stoffe cangianti, che prendono vita se accarezzate da un raggio… e le ombre si stagliano nette come tagli di lama sottile, come graffi, o cicatrici… come giochi di luce. Ascoltare… si può ascoltare la luce? Eppure io odo battiti d’ali, corse allegre di bimbi, impercettibili sussurri, echi di parole a me care, giochi di ombre sottili… Io sento la luce. Possiamo perderci nei suoi lavori, addentrarci in quello spazio che immortala; quasi possiamo afferrare quei tagli di luce e lasciarci andare all’effimero gioco… Prof.ssa Floriana Mucci